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Article marketing italiano ed acquisto di guest post, come scrivere articoli che funzionano per il tuo blog

L’Article marketing è importante per chi vuole acquisire visibilità col proprio sito, si tratta di una strategia che prevede la realizzazione di guest post da pubblicare su altri siti o blog che servono ad aumentare il numero di backlinks e rendere il sito molto più autorevole agli occhi dei motori di ricerca, in particolare di Google.

Quindi i motivi per creare dei guest post sono diversi, c’è chi lo fa per aumentare le visite al sito, chi per fare branding e chi per la SEOe vede questa tecnica utile per ottenere dei link di qualità.

Per ottenere ottimi risultati è necessario realizzare un guest post efficace, ma prima definiamolo e cerchiamo di capirne meglio il suo utilizzo.

 

Cos’è un guest post?

Il guest post è uno strumento di promozione di un blog, un sito o un brand, si tratta di un articolo che viene pubblicato su un sito di un’altra persona che accetta di avere un testo che tratta del suo stesso tema come contribuito esterno.

La pubblicazione del guest post serve a raggiungere un pubblico diverso, utilissimo soprattutto per chi ha aperto da poco un blog e vuole ottenere un buon posizionamento su Google.

Per fare un guest post bisogna mettersi in contatto con un blogger e chiedergli se è disposto a pubblicare un articolo, sapere se accetterà è difficile, dipende se nel suo piano editoriale accetta firme diverse dal suo, se il contenuto proposto è valido.

Come scrivere un guest post che funzioni per il tuo blog

Come per i contenuti interni di un sito o un blog, tutto ruota intorno alla qualità, dalla ricerca dei siti per fare blogging, alla relazione col proprietario, alla scrittura e al testo finale.

Se si vogliono trarre benefici dal guest blogging bisogna scrivere il miglior contenuto possibile, ma come farlo?

Come prima cosa bisogna seguire le indicazioni che vengono suggerite dal proprietario del sito che ospita il guest post, potrebbero essere suggerimenti riguardanti la formattazione e lo stile, è importante scrivere un testo leggibile, evitare refusi, inserire gli heading in modo coerente, individuare il giusto visual, ovvero, scegliere le immagini adatte.

Scegliere sempre immagine in linea con lo stile del blog, individuare la dimensione utile e adatta alle foto, usare un tool per alleggerire le immagini; inoltre, bisogna occuparsi dell’ottimizzazione SEO dell’articolo, oltre al contenuto, inserire tag title, meta description e tutto ciò che serve per ottimizzare anche le immagini.

Non bisogna dimenticarsi dei link interni ed esterni, un’idea potrebbe essere inserire link ad altri articoli del sito stesso e fonti esterne per approfondire l’argomento trattato.

Comunque, per scrivere un guest post vincente bisogna seguire tutti i passaggi che stiamo per indicarti.

1. Porsi degli obiettivi

È importante chiedersi perché si sta facendo un guest post, avere degli obiettivi da raggiungere: hai aperto un nuovo sito e vuoi farlo conoscere? Vuoi farti trovare da nuovi utenti della tua nicchia? Vuoi conquistare una piccola fetta di pubblico specifica? Individua il tuo obiettivo, poi quello di destinazione del guest post, bisogna chiedersi se è sufficiente linkare la home oppure indirizzare le persone verso una specifica pagina.

2. Trovare i blog su cui pubblicare

Ancor prima di scrivere il guest post bisogna scegliere i migliori siti o blog su cui pubblicare articoli, si tratta di un lavoro complesso che va fatto con estrema cura e attenzione. Il metodo più veloce per trovare un blog è quello di fare una ricerca su Google usando il termine di interesse e aggiungendo la parola “guest post”.

Oppure usare i SEO tool disponibili che permettono di scoprire i migliori siti posizionati per le keyword di interesse come SemRush e SeoZoom, per citarne alcuni.

Dopo aver individuato i blog, può essere utile realizzare un file in cui organizzare i nomi, domini e argomenti in modo da capire quando e come scrivere il guest post.

Le valutazioni da fare devono includere l’argomento che deve essere simile al tuo blog, il profilo link del sito, la domain authority e i posizionamenti migliori, la qualità dei contenuti, la presenza eventuale di attività social e l’autorevolezza del dominio.

3.  Studiare lo stile del blog

Per scrivere un guest post bisogna studiare lo stile del blog che lo ospita, capire come sono impostati gli articoli e qual è il tono che viene utilizzato, il modo di approcciarsi a un problema, oltre alla qualità del testo bisogna proporre un articolo che sia compatibile con la linea editoriale.

4. Scegliere gli argomenti migliori

Può essere utile studiarsi il blog e individuare gli argomenti e gli articoli che hanno avuto più riscontro in modo da realizzare un contenuto che sia gradito e apprezzato dal pubblico e che abbia sicuramente successo.

5. Contattare il blog

Finalmente hai deciso su quale sito o blog vorresti pubblicare il tuo guest post? Non ti resta che contattare il blogger o il proprietario e proporre già un paio di titoli in modo da fargli subito capire che tipo di contenuto vuoi pubblicare. Proponi attraverso una mail semplice ma curata nei dettagli e chiedi quali sono le regole da rispettare in modo da inviare un guest post già in linea con il resto dei contenuti.

Guest post gratuiti o a pagamento?

Può capitare che per pubblicare un guest post bisogna pagare, in linea id massima il guest blogging è gratuito, si tratta per lo più di scambio di visibilità, ma ci sono casi in cui viene chiesto un costo per una pubblicazione.

In particolare, in una strategia di link building il guest post è quasi sempre a pagamento, poiché va a inserirsi in un’azione più complessa relativa alla SEO e al posizionamento che prevede dei costi, a volte anche molto importanti.

 LEGGI ANCHE: Inserimento in Directory, servono ancora?

 

Gli errori SEO da evitare per avere un buon posizionamento

Gli errori SEO possono essere un vero problema per chi ha un sito web dedicato alla propria attività, se siete degli imprenditori o delle aziende, un numero irrisorio di visite o un calo improvviso di quest’ultime possono incidere negativamente sul vostro business.

Capita spesso che chi realizza un sito web non pensa anche all’aspetto dell’indicizzazione e dell’ottimizzazione SEO, convinto che basti semplicemente creare il portale per iniziare a ricevere visite e lavorare.

Un sito web va seguito e curato nel tempo, deve essere ottimizzato ogni giorno con le giuste tecniche, se non sapete da dove partire, vi vogliamo suggerire alcuni errori SEO che si commettono frequentemente e che si devono correggere per migliorare il rendimento del sito e renderlo più competitivo.

CREARE CATEGORIE E TAG A CASO

I tag vengono visti come ulteriori parole chiave da inserire, per questo motivo si tende ad aggiungerne ovunque, anche in pagine dove non sarebbe necessario.

Anche la creazione delle categorie non è sempre delle migliori, spesso vengono create a caso senza alcuna logica e questo può essere un problema serio.

Le tassonomie sono la base della struttura del sito, per cui creare delle pagine di categoria senza alcun progetto chiaro può essere del tutto inutile; bisogna vedere i tag e le categorie come risorse da ottimizzare e curare proprio come i testi che solitamente si inseriscono, quindi tenendo conto di tag title, meta description e URL SEO friendly.

NON USARE LA SEARCH CONSOLE DI GOOGLE

Questo è un altro errore molto frequente, in tanti decidono di non usare la Search Console di Google, preferendo altri strumenti come Analytics per monitorare le visite, non c’è niente di più sbagliato.

La console di Google è stata pensata per aiutare i webmaster ad ottimizzare il lato SEO del proprio sito web, uno strumento di partenza indispensabile se si vogliono vedere dei progressi in poco tempo.

Inoltre, grazie alla Search Console è possibile approfondire i problemi di indicizzazione e avere dati utili nel tempo.

CARICARE FOTO SENZA OTTIMIZZAZIONE SEO

Sono in tanti a non prestare attenzione all’ottimizzazione delle foto, ma non c’è errore più grande di questo. Ogni foto deve essere leggera, pesare pochi KB, prima di caricarla è consigliabile usare qualche tool per alleggerirla.

Dopodiché bisogna nominarla in modo descrittivo e deve avere un testo alternativo capace di dare le giuste informazioni.

Attenzione anche alle dimensioni, l’immagine deve essere ritagliata col numero di pixel giusto e non risultare eccessivamente grande.

NON INSERIRE I META TAG IN TUTTE LE PAGINE DEL SITO

Un altro errore comune è quello di mettere i meta tag solo nelle pagine principali del sito, ma non è così, bisogna fare un lavoro minuzioso su ogni pagina che compone il portale, ricordandosi di inserire meta tag e meta description in ogni pagina; di usare testi descrittivi ed evitare liste di keyword, non duplicare i campi ma variare i testi.

NON PRESTARE LA GIUSTA ATTENZIONE ALL’ESPERIENZA UTENTE

Questo errore, non solo penalizzata il sito in ottica SEO, ma risulta un vero e proprio dramma poiché non basta solo inserire tag title e meta description o usare keyword, è importante curarne ogni aspetto per rendere migliore l’esperienza utente.

Il sito non deve piacere solo a Google ma anche a coloro che lo visitano, per cui deve essere organizzato in modo chiaro e ben strutturato, questo facilita anche la scansione da parte del motore di ricerca.

Menu di navigazione, struttura delle pagine e delle categorie, la homepage, tutti questi elementi vengono comunicati a Google, ma sono altrettanto importanti per gli utenti.

 NON LAVORARE PER MIGLIORARE LA VELOCITA’ DEL SITO

Le prestazioni del sito web sono importanti, in particolare la velocità con il quale questo viene caricato, per ottimizzare al massimo il sito, bisogna lavorare sul caricamento delle singole pagine.

Non bisogna mai proporre delle pagine lente da caricare perché questo aspetto incide sul ranking, nonché sull’esperienza di navigazione generale.

LANCIARE UN SITO SENZA AVERE UN PROGETTO DI KEYWORD RESEARCH

Anche in questo caso si tratta di un altro errore SEO, lanciare un sito web senza avere un progetto base da cui partire e poi sviluppare; dovrebbe esserci un lavoro di inbound marketing e farsi delle domande, scegliere quali sono le pagine da ottimizzare con le varie keyword.

Non bisogna scegliere keyword a caso per ottimizzare le pagine web, è fondamentale seguire le regole base dell’ottimizzazione on page studiando attentamente la propria situazione, solitamente è bene affidarsi a qualche specialista SEO che sia in grado di sviluppare un progetto da portare avanti nel tempo.

AVERE CONTENUTI DUPLICATI

Un errore comune, soprattutto negli e-commerce, ma anche nei grossi siti di news che hanno url dinamici è quello di non prestare attenzione alla presenza di contenuti duplicati.

Può succedere che una pagina possa essere raggiunta da due indirizzi diversi, un’eventualità possibile ma che per Google potrebbe essere un problema, per cui sarebbe meglio evitare una situazione del genere.

NON CORREGGERE I LINK NON FUNZIONANTI

Può succedere di avere qualche link all’interno del sito che non funziona e che restituisce una pagina di errore come la 404, in un grosso portale è normale che si possa verificare una situazione del genere ma è bene tenerne sotto controllo il numero.

Se gli articoli con link non funzionanti sono troppi bisogna assolutamente intervenire per correggerli o eliminarli, avere un sito che non offre una navigazione scorrevole non è ben da Google ma soprattutto dagli utenti che lo visitano. È fondamentale offrire sempre un’ottima esperienza di navigazione tra le pagine del sito.

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Performance e SEO, Google lancia web.dev, scopri come funziona

Google è sempre molto attento alle esigenze degli utenti che utilizzano ogni giorno i suoi prodotti, l’ultima novità che l’azienda di Mountain View ha deciso di lanciare è dedicata agli sviluppatori ed è denominata web.dev.

L’idea è quella di rendere più semplice e ottimale il lavoro dei developer            che ogni giorno si trovano a dover fare i conti con variazioni e cambiamenti delle prestazioni dei propri siti web, mettendo a disposizione una piattaforma in grado di trovare e risolvere le principali problematiche in cui ci si può imbattere.

Web.dev è l’ultima risorsa per gli sviluppatori per imparare, creare e risolvere, il suo scopo è quello di educare ma anche di aiutare a mettere in pratica ciò che si è appreso dai siti su cui lavorano, che siano aziendali o personali, si tratta di uno strumento che aiuta ulteriormente la valutazione della performance e del SEO.

L’idea che è dietro questo progetto è quella di rendere l’esperienza di realizzazione e l’impostazione di un sito web molto più semplice, cercando di dare le indicazioni migliori affinché ci sia un po' elevato coinvolgimenti da parte degli utenti e degli sviluppatori.

WEB.DEV, IL PENSIERO DI GOOGLE VERSO GLI UTENTI E GLI SVILUPPATORI

La community di sviluppatori è molto creativa ma questo non basta, ci sono alcuni indicatori sul web che non sempre si adattano alle capacità di chi deve realizzare un sito web, il team di Google ha deciso di andare incontro ai developerse aiutarli a colmare alcune lacune.

La portata che ha il web è enorme, così come le sue potenzialità ma non ci possono essere grandi risultati che non si è in grado di soddisfare le aspettative degli utenti, che spesso restano delusi dall’esperienza offerta.

Google ha pensato a come poter essere utile sia per gli sviluppatori che per gli utenti, mettendo a disposizione uno strumento che porta a un risultato ottimale, la sua grande esperienza viene così messa a disposizione di chi vuole fare una propria proposta sul web, aiutando lo sviluppatore a eseguire un lavoro ottimizzato in grado di rispondere concretamente e positivamente alle esigenze reali dell’utenza finale.

PRINCIPI FONDAMENTALI DI UNA BUONA ESPERIENZA WEB

Google ha individuato alcuni principi fondamentali che rendono l’esperienza web unica e di successo in modo da dare una sorta di linea guida a chi vuole soddisfare al meglio le esigenze degli utenti:

  • Essere rilevabili e quindi farsi raggiungere potenzialmente da ogni utente
  • Offrire un’esperienza web veloce e fluida su tutti i dispositivi
  • Offrire un ambiente sicuro e accessibile che funzioni alla stessa velocità indipendente dalla connessione di rete
  • Convertire il pubblico in utenti fedeli

Seguendo queste indicazioni si è in grado di creare una moderna esperienza web focalizzata su ottime prestazioni e funzionalità di alta qualità, che si traduce in elevata possibilità di convertire il pubblico in utenza fedele.

COME FUNZIONA WEB.DEV DI GOOGLE?

Abbiamo capito il principio che c’è dietro web.dev ma andiamo nel concreto e cerchiamo di capire cosa offre e come funziona e quale reale utilità porta agli sviluppatori.

Questa risorsa è utile per imparare come costruire sul web o come farlo meglio, occorre avere una conoscenza di base di HTML/CSS/JS utile per iniziare a utilizzare gli strumenti messi a disposizione e le linee guida.

In sostanza sono disponibili due strumenti per lavorare sulla propria esperienza web: Imparare e Misurare, vediamo di cosa si tratta.

WEB.DEV, LO STRUMENTO IMPARARE

Questo strumento aiuta lo sviluppatore, attraverso percorsi di apprendimento strutturati, a scoprire tutto ciò che serve per il proprio sito web moderno, troviamo:

  • Tempi di caricamento veloci
  • Prestazioni della rete
  • Sicurezza e protezione
  • Facilmente individuabile
  • Accessibile a tutti
  • Funzionante senza bisogno di app

Ognuna di queste voci al suo interno ha tutte le indicazioni che servono per lavorare e ottimizzare l’esperienza web del proprio sito internet, strumenti che permettono anche a chi non ha molta conoscenza, di ottenere dei risultati eccellenti e rivolti a soddisfare pienamente le esigenze degli utenti.

WEB.DEV, LO STRUMENTO MISURARE

Lo strumento Misurare, come si intuisce dalla parola stessa, permette di monitorare le prestazioni e ottenere indicazioni più dettagliate per migliorarle nel tempo.

Con web.dev è possibile fare le seguenti cose:

  • Controllare la pagina web inserendo l’URL che verrà esaminato con Lighthouse
  • Analizzare i miglioramenti attraverso un rapporto di audit per capire quali aree della pagina sono migliorabili
  • Scoprire come risolvere i problemi relativi alle prestazioni della pagina

LIGHTHOUSE, COME FUNZIONA?

Lighthouse è uno strumento automatizzato open-source che serve a migliorare la qualità delle app web, si integra direttamente nel pannello di controllo di Chrome DevTools, ma può anche essere eseguito dalla riga di comando come modulo o installando l’estensione apposita per Chrome.

Con Lighthouse viene fornita anche una REST API che viene usata da siti come web.dev e PageSpeed Insights.

Con Lighthouse si possono misurare le prestazioni del sito web e verificare il tempo di caricamento delle pagine; migliorare l’esperienza di utilizzo, intervenire sul ridimensionamento delle immagini e sugli oggetti per l’https; conoscere e verificare le migliori pratiche per garantire che il sito sia individuabile (SEO);verificare i problemi più comuni che potrebbero impedire agli utenti di accedere al sito web.

Google sta lavorando costantemente per migliorare e potenziare ulteriormente il nuovo strumento web.dev, attualmente è stato lanciato in versione beta per permettere agli sviluppatori di testarlo e indicare eventuali bug e malfunzionamenti al fine di ottenere una piattaforma completa e perfettamente ottimizzata.

Tutto sul nuovo algoritmo di Google, cosa devi sapere

Google ha lanciato un nuovo algoritmo per fornire i propri risultati di ricerca, si tratta di un sistema di intelligenza artificiale denominato RankBrain che lo aiuta a scegliere il ranking in base al quale vengono forniti i risultati.

In questo articolo vi spiegheremo come funziona RankBrain e come si integra nel sistema generale del ranking, basandoci sulle informazioni attualmente reperibili in rete da fonti autorevoli.

Cos’è RankBrain?

RankBrain è il nome dato al nuovo sistema di machine learning che si basa sull’intelligenza artificiale utilizzato per elaborare i risultati di ricerca di Google e ordinarli in modo adeguato.

La machine learning è quando un computer insegna a sé stesso a fare qualcosa, invece di eseguire quello che gli viene imposto da una persona o da un programma specifico.

L’intelligenza artificiale è quando un computer può essere raggiungere l’intelligenza di un essere umano, acquisendo informazioni e conoscenza e traendo conclusioni da quello che già conosce creando nuove connessioni.  

L’intelligenza artificiale viene utilizzata per indicare dei sistemi computerizzati rivolti all’apprendimento e individuazione di connessioni tra informazioni.

RankBrain è il nuovo modo di posizionare i risultati di ricerca da parte di Google?

In realtà no. RankBrain è una parte dell’algoritmo di ricerca di Google, un programma che ordina miliardi di pagine note e in grado di trovare le quelle più rilevanti per ogni query di ricerca.

Il nome dell’algoritmo di ricerca di Google è Hummingbird è RankBrain ne farebbe parte.

Conosciamo Hummingbird

Hummingbird è il nuovo algoritmo di ricerca generale di Google, al suo interno ha un motore generico composto da varie parte, tra queste troviamo RankBrain, una delle più recenti.

Le altre parti sono piuttosto famose per chi è esperto di SEO: abbiamo Panda, Penguin e PayDay per lo spam, Pigeon, ideato per migliorare i risultati di ricerca Local, Top Heavy per abbassare il ranking di siti ricchi di pubblicità, Mobile Friendly progettato per premiare le pagine web mobile-friendly e Pirate, pensato per combattere le violazioni di copyright.

Infine, PageRank, che è parte dell’algoritmo e ricopre il ruolo di dare credito alle pagine web basandosi sul numero di link che gli arrivano da altre pagine di siti web.

Google utilizza dei segnali per capire come posizionare le pagine web, le parole stesse sono dei segnali, se alcune sono in grassetto potrebbero essere un segnale da prendere in considerazione; i calcoli eseguiti nel PageRank possono essere utilizzati come segnale, così come il fatto che una pagina sia mobile-friendly.

Questi segnali vengono elaborate dalle varie parti dell’algoritmo che poi decide come mostrare le pagine per determinare query di ricerca.

I segnali che Google prende in considerazione dovrebbero essere 200 con ben 10.000 variazioni di “sottosegnali”.

 Il ruolo di RankBrain

RabkBrain è sicuramente il terzo segnale più importante perché è uno delle centinaia di segnali che entrano nell’algoritmo e determinano quali risultati far comparire su una pagina di ricerca e dove posizionarli.

RankBrain viene usato, principalmente, come metodo per interpretare le query di ricerca che le persone inviano a Google per cercare le pagine che non riportano al loro interno le parole esatte utilizzate per effettuare la ricerca.

Chiariamo che Google, da diverso tempo, è già in grado di trovare pagine senza termini esatti, a volte anche utilizzando dei sinonimi.

Cos’è il Knowledge Graph?

È stato lanciato nel 2012 ed è stato il modo con cui Google è migliorato nello stabilire le connessioni tra le parole, imparando a ricercare cose e non stringhe di testo.

Il Knowledge Graph è un database di fatti che riguardano cose nel mondo reale e relazioni tra di esse.

RankBrain come migliora le Query?

I metodi utilizzati da Google per il miglioramento delle query di ricerca vengono eseguiti solitamente da essere umani che creano immense liste di stemming e sinonimi o creando database di connessioni tra le cose, il problema è che vengono processate tre miliardi di ricerche al giorno.

RankBrain è progettato per aiutare Google a interpretare meglio le domande e tradurle in modo efficace, individuando le pagine più adatte.

Google è in grado di identificare pattern tra ricerche complesse che sembrano non correlate e capire che invece sono molto simili tra di loro.

Questo metodo di apprendimento permetterà a Google di capire comprendere le query future e capire a che argomento specifico si riferiscono, inoltre, questi gruppi di query potranno essere associati a gruppi di risultati in grado di soddisfare maggiormente le esigenze di ricerca.

Google ha fatto sapere che RankBrain ha favorito alcuni risultati in Australia e negli USA per la query perché le unità di misura sono differenti nelle varie nazioni anche se hanno gli stessi nomi.

RankBrain è davvero utile?

Google raramente parla delle variazioni dei suoi algoritmi e del loro funzionamento, per cui se l’azienda lo definisce il terzo segnale di ranking come importanza, vuol dire che incide notevolmente sull’algoritmo e determinano un grande cambiamento.

RankBrain è stato rilasciato gradualmente da inizio del 2015 ed è attivo totalmente da un paio di mesi, oggi una grande fetta di query viene elaborata da RankBrain, ma non si hanno maggiori dettagli.

Come sapete, l’azienda di Mountain View non è famosa per far trapelare molte notizie sui suoi prodotti e sulle tecniche legate al motore di ricerca, se si è esposta parlando dell’efficacia di RankBrain è perché questo strumento è davvero in grado di migliorare i risultati di ricerca.

Per questo motivo andrebbe studiato e testato a fondo, soprattutto dagli specialisti SEO, al fine di migliorare e posizionare al meglio le pagine web.

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