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Instant Articles Facebook, cosa sono e come funzionano

Nel 2016, Facebook ha lanciato gli Instant Articles, conosciuti in italiano come Articoli Interattivi, una funzionalità che ha sollevato un po’ di perplessità tra i publisher e gli editori, ma che ha portato delle novità nel modo di visualizzare le notizie sui dispositivi mobili.

Infatti, gli Instant Articles Facebook non sono altro che un nuovo sistema per pubblicare e visualizzare pagine web attraverso qualsiasi tipo di dispositivo mobile, in particolare con gli smartphone che sono i più utilizzati.

Sono nati dall’esigenza di ottimizzare l’esperienza utente sulla fruizione dei contenuti testuali su piccoli schermi e connessioni lente, come articoli, notizie, guida, post di blog, ect…

Come funzionano gli Instant Articles Facebook?

Cerchiamo di essere quanto più chiari possibile, spiegando con linguaggio semplice, come funzionano gli Instant Articles Facebook, il cui funzionamento si basa sui feed RSS che vengono prodotti da piattaforme di publishing come Wordpress e altri CMS.

Si tratta di pagine web scritte in formato XML, dalla grafica scarna, in cui si trovano informazioni e contenuti di un articolo che gli aggregatori di notizie raccolgono da vari siti, in questo caso Facebook raccoglie i dati da un sito e genera automaticamente sulla piattaforma una pagina web con i contenuti.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi degli Instant Articles di Facebook?

Autori ed editori che utilizzano il web per scrivere i propri articoli e farsi conoscere lo fanno sfruttando piattaforme come Wordpress o Joomla che danno la possibilità di sfruttare varie funzionalità per fare business online, attraverso dei plugin che aggiungono funzioni alla pagina, come widget, banner, ads e molto altro, come strumenti statistici quali Google Analytics.

Se i contenuti non restano sulla piattaforma in uso ma vengano creati e usufruiti da Facebook, si perdono tutte le funzionalità aggiuntive e diverse opportunità, ma tra editor la preoccupazione maggiore è che gli Instant Articles portino via traffico al loro sito, con una riduzione degli introiti.

Fortunatamente non  è proprio così, infatti, negli Articoli interrativi è possibile inserire il codice di tracciamento come Google Analytics, si possono inserire link ad altre pagine web del proprio sito, pulsanti della condivisione social e inserire pubblicità con “Audience Network”, per cui, chi monetizza con gli ADS nel sito, può farlo anche con gli Instant Articles.

Per cui, l’ottimizzazione fortemente voluta da Facebook in realtà permette di sfruttare al meglio i contenuti, monetizzare e acquisire più traffico, anche se su altra piattaforma, inoltre avendo il collegamento a Google Analytics è sempre possibile catturare i lettori per fare Advertising.

Migliore esperienza da mobile

Come abbiamo accennato, gli Instant Articles migliorano l’esperienza da mobile, sicuramente, navigando, ci si sarà accorti dei lunghi tempi di caricamento di un blog o di una pagina web complessa e di come alcuni siti non siano comodi da leggere da smartphone.

Per cui non c’è dubbio che gli articoli interattivi di Facebook siano la soluzione ideale per usufruire in comodità dei contenuti, gli utenti apprezzano maggiormente questo formato, di conseguenza, si può aumentare potenzialmente il numero di lettori e il loro tempo di permanenza su un contenuto, aumentare le interazione con il post e ottenere maggiori e migliori risultati dalla propria strategie di content marketing.

È risaputo che i tempi lunghi di caricamento di un sito sono un ostacolo e spesso tanti visitatori abbandonano la piattaforma ancor prima che il caricamento della pagina si completi, spesso è anche colpa della pagina web non ottimizzate a dovere per i cellulari, con temi nemmeno mobile responsive.

Una visualizzazione del genere dei contenuti non è utile e non permette di ottenere maggiori visitatori, un vero spreco quando si promuovo contenuti attraverso l’advertising, perché si potrebbe pensare di acquistare  del traffico da mobile e poi proporre un’esperienza sul proprio sito pessima che porta a una perdita dell’investimento e delle visite.

Oggi, l’utilizzo di smartphone e tablet è in continuo aumento, la maggior parte del pubblico utilizza questi dispositivi per visitare siti e contenuti multimediali, proporre una piattaforma non ottimizzata e non idonea all’esperienza da mobile vuol dire limitare seriamente tutte le potenzialità del sito.

Come attivare gli Instant Articles di Facebook?

Per attivare la funzionalità degli Instant Articles su Facebook all’interno della propria pagina bisogna cliccare qui, selezionare la propria Pagina e cliccare sul pulsante verde sotto, l’attivazione è immediata.

Nel caso si voglia attività su più pagine, bisogna ripetere la procedura più volte.

Per controllare l’avvenuta attivazione della funzione, bisogna andare sulla Pagina, poi accedere alla voce Strumenti di Pubblicazione e nel menu a sinistra, dovrebbe esservi la voce Articoli interrativi.

A seconda del tipo di piattaforma che si utilizza per i propri articoli, Facebook ha messo a disposizione diverse guide che aiutano a configurare gli Instant Articles correttamente e collegarmi alla piattaforma, chi utilizza un sito o blog in Wordpress, può usufruire di alcuni plugin che permettono di configurare in pochi passaggi gli Instant Articles e avere fin da subito i propri contenuti del sito ottimizzati per il mobile.

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Social Media Marketing: ecco perché è così importante!

 Oggi abbiamo avuto il piacere di conoscere Roberto Quintavalle, che ha risposto a delle nostre domande sul mondo dei Social Media, una realtà in forte espansione, soprattutto sempre più utilizzata come mezzo di marketing per aumentare credibilità, visibilità e popolarità del proprio brand aziendale. A seguito la breve ma interessante intervista:

  • Buongiorno Roberto, per prima cosa può descrivere la sua azienda e di cosa si occupa?

    NetPlanner è una web agency che vanta 20 anni di esperienza nel settore web (lavoriamo nel settore dal 1997). Siamo nati scrivendo centinaia di righe di codice in HTML per poi evolverci nelle nuove tecnologie messe a disposizione dai mercati verticali, ovvero i CMS come Joomla!, Wordpress e Prestashop.

    Vantiamo un pacchetto di quasi 200 siti web attualmente attivi e cerchiamo di fare la differenza rispetto ai nostri competitor con la presenza umana ed una proiezione verso un'assistenza tecnica presente, preparata e professionale.

    Il web piace, ma le generazioni come la mia (a cavallo tra i 40 e i 50 anni) sono divise esattamente a metà tra chi è un guru dell'informatica e chi invece non ne sa proprio nulla. NetPlanner cerca da sempre di colmare questo divario proponendo prodotti professionali, pubblicitariamente efficaci e semplici da usare, ma lo facciamo con un linguaggio per i nostri clienti comprensibile e chiaro, senza dare nulla per scontato.

    Quello che ci guida da sempre è una grande passione per il nostro mestiere e la voglia di crescere e mettersi in discussione è un valore aggiunto che diventa sempre più prezioso man mano che l'automazione prende spazio alla presenza umana.

  • Per un'azienda quanto è importante la propria presenza su Social?

    Google è il padrone indiscusso dei mercati sul web ed essere indicizzati in una posizione più favorevole rispetto ad un competitor è fondamentale per avere un ritorno di popolarità (e quindi anche economico) e rendere produttivo il proprio sito web.

    I social sono diventati fondamentali per aumentare questa presenza e rafforzare il posizionamento nei motori di ricerca.

    Chi decide di essere presente nel web non può esimersi dal creare delle pagine nei social più popolari, ma esiste una distorsione nella percezione di tali strumenti (che reputiamo dannosa e pericolosa) che fa credere ai più, che il social possa sostituire il sito web: niente di più sbagliato! Il Social network, per via della sua enorme diffusione, è un veicolo pubblicitario eccezionale, ma (esattamente come il volantinaggio tradizionale) deve portare l'utente ad approfondire l'argomento trattato in una sede più appropriata: nel caso del volantinaggio può essere un negozio, ma nel caso dei social deve necessariamente essere un sito web.

    Troppo spesso mi sento rispondere che: "il sito non mi serve perché ho già la pagina Facebook...".

    Per rispondere alla domanda: I social sono fondamentali per la riuscita di una campagna pubblicitaria, ma per un'azienda dovrebbero essere satelliti di un sito web e mezzo per portare gli utenti alla propria pagina di invito all'azione.

    Molte volte vediamo imprese locali con account social male gestiti o trascurati.

  • Che consigli darebbe per promuovere nel modo giusto la propria attività sui social media?

    Nel rispondere a questa domanda "predico bene ma razzolo male". Affinché una pagina social sia efficace, dovrebbe essere in costante movimento: post tematici (ma anche no), inviti all'azione, coinvolgimento del proprio pubblico, offerte e sconti, vetrine di prodotti. Meglio se più volte al giorno.

    Anche se quello che viene pubblicato non è strettamente attinente all'argomento trattato nella pagina, se crea pubblico è lecito (sempre all'interno dei confini della "netiquette").

    Quando si ha una platea abbastanza nutrita, allora si può cercare di essere più specifici e magari meno frequenti, fermo restando che il grande pregio (e allo stesso tempo il grande difetto) dei social è che c'è una interazione continua tra chi pubblica un post e il suo pubblico, quindi chi segue una pagina si aspetta di avere delle risposte immediate alle proprie domande.

  • Quali canali sociali consiglierebbe ad una attività? Ce ne sono di indispensabili per accreditare la propria popolarità e la credibilità? Vi sono delle piattaforme più specifiche secondo settore aziendale?

  • Instagram, ad esempio cosa ne pensa?

    Indispensabili? Per essere ben piazzati su Google, che è il fine ultimo di ogni azione nel web (chi cerca un servizio o prodotto parte dal motore di ricerca, non dal social), bisognerebbe averli tutti, cosa impossibile da gestire!

    Di indispensabile c'è senz'altro Facebook, presente in oltre l'80% degli smartphone italiani.

    Poi, è molto popolare Instagram, sempre a livello di interazione tra utenti, tuttavia lo uso molto poco e quindi non mi sbilancio a fare commenti.

    Twitter lo vedo un po' sopravvalutato, infatti in Italia non è particolarmente popolare.

    Un social sottovalutato, invece, è Youtube: questa piattaforma consente di creare un canale video con il quale è possibile "parlare" con le persone, oppure mostrare in dettaglio qualcosa che altrimenti sarebbe solo detto. Al lato pratico, non è che la gente percepisca con immediatezza il peso di questo "social", ma avere un canale Youtube amplifica esponenzialmente l'effetto di qualsiasi pratica pubblicitaria e rafforza la presenza e il posizionamento in Google.

  • Gli hastag sono consigliati? A cosa servono realmente?

    Gli hashtag sono un metodo molto efficace per raggruppare specifici argomenti. Il loro uso è senz'altro consigliato per classificare i temi trattati in una pagina pubblicitaria e sono sempre più diffusi nei social come mezzo per rendere più diretto l'argomento trattato.Personalmente ritengo che, come tutte le cose, se anche questo metodo sarà troppo inflazionato perderà la sua efficacia.

    Faccio un esempio pratico riguardo a questa mia ultima affermazione: un paio di anni fa, alcuni dei più alti esponenti del mondo del marketing (Roberto Re e Marco Montemagno, per citarne un paio di italiani) si sono messi a produrre brevi video monotematici e li hanno pubblicati su Youtube, diffondendoli poi attraverso Instagram e Facebook.

    Si è rivelato un modo "prepotente" per guadagnare "like" ed incrementare esponenzialmente i followers. A distanza di un paio d'anni, questa pratica è stata adottata praticamente da tutti quelli che hanno qualcosa da dire e l'efficacia del metodo è andata in caduta libera. Queste persone hanno ormai una popolarità sconfinata, ma chi inizia adesso non sarebbe così fortunato.

    In realtà, l'unica vera ricetta per il successo di un'azienda è la capacità di rinnovarsi ed innovare: chi non possiede questa dote è destinato a finire (o tornare) nell'ombra.

Roberto Quintavalle

Grazie Roberto! Sei stato molto esaustivo e ci hai spiegato in termini semplici e molto chiari, ideali anche per chi non è del mestiere, di comprendere tutti i pro e i contro che derivano dalla propria presenza sui social.

A questo ti punto ti salutiamo, con l'augurio di sentirci di nuovo, per altre dritte sul mondo del web marketing e invitiamo a tutti di visitare il vostro sito.

 

 

 

 

 

 

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