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Bing adv, ecco che copiando Google migliora.

Conviene ancora usare Microsoft Advertising (Bing Ads) nel 2026?

  • Il CPC medio su Bing resta circa il 30/40% più basso rispetto a Google Ads
  • La piattaforma raggiunge oltre 100 milioni di utenti attivi al giorno tra Bing, Yahoo, AOL e MSN
  • Copilot è ora integrato nella gestione delle campagne, e AI Max espande le query intercettate anche su Copilot Search
  • Dal 5 maggio 2025 il tag UET richiede il consenso esplicito dell'utente in UE, Regno Unito e Svizzera, o si perdono i dati di conversione
  • Le estensioni annuncio (callout, revisione, sitelink) restano uno strumento sottoutilizzato e quindi efficace
  • Instagram resta il canale ideale per intercettare domanda latente, da affiancare a Google e Microsoft Advertising

  1. Aumentare il CTR con estensioni callout e revisione, come si fa?
  2. Cosa è cambiato davvero nella gestione degli annunci nel 2026
    1. AI Max per le campagne di ricerca: le query cambiano forma
    2. Performance Max: una sola campagna per tutta la rete Microsoft
  3. La questione privacy: perché il tracciamento delle conversioni è cambiato
  4. E Instagram? Il quadro completo del pay per click nel 2026
  5. I numeri di Microsoft Advertising nel 2026

Da tempo Bing fornisce la sua piattaforma di Ads, oggi rinominata ufficialmente Microsoft Advertising (il vecchio nome "Bing Ads" è cambiato nel 2019, ma resta quello con cui la maggior parte degli utenti la cerca ancora). Rispetto a Google Ads resta una piattaforma più piccola per volumi, ma il costo per click resta fortunatamente molto più basso e permette di realizzare campagne di marketing per i siti web appena realizzati molto efficaci.

Una delle funzionalità che ha reso la piattaforma più competitiva è la possibilità di fare segmentazione di dati per conoscere il rendimento delle proprie campagne in base al dispositivo, al tempo, alla rete o alla posizione dell'annuncio. Bing con questa segmentazione riesce a suddividere le righe e visualizzare informazioni più dettagliate, direttamente nella pagina Campagne. È possibile segmentare i dati delle campagne, così come è già possibile nella piattaforma più avanzata, Google Ads, da anni, dei gruppi di annunci, degli annunci, delle parole chiave e delle estensioni annuncio in base a diversi attributi sotto riportati:

  • Data e ora: Giorno, settimana, mese, trimestre, anno o giorno della settimana
  • Rete
  • Dispositivo
  • In alto/Altro

Iniziare a utilizzare la segmentazione è tuttavia abbastanza semplice, e negli anni la piattaforma è diventata via via meno macchinosa da usare rispetto alle prime versioni.

Un'altra modifica importante, introdotta ormai da tempo su Microsoft Advertising, è quella relativa alla call to action.

La call to action permette di inserire sotto gli annunci, così come per Google, delle chiamate all'azione che possono essere il numero di telefono (parte la chiamata con un click dai dispositivi mobili), il link a pagine interne, e vere e proprie indicazioni testuali.

Aumentare il CTR con estensioni callout e revisione, come si fa?

Le estensioni annuncio restano uno dei modi migliori per attirare l'attenzione dei clienti verso il tuo sito Web sulla rete Microsoft Advertising, proprio perché sono meno utilizzate rispetto a Google e quindi permettono di distinguersi con meno sforzo.

  • Estensioni callout: È possibile evidenziare prodotti, servizi, offerte o caratteristiche (ad esempio nelle nostre offerte relative alla vendita di servizi di marketing per Facebook, o meglio di like Facebook, indichiamo con una call to action che i like sono reali "Like Reali e attivi", che sono italiani e che costano poco.
  • Estensioni revisione: È possibile mostrare il proprio sito Web aggiungendo revisioni positive provenienti da fonti di terze parti attendibili, il sistema trova attendibile un sito verificato Bing perciò è ancora relativamente difficile trovarne.
  • Estensioni di sitelink. È possibile linkare pagine interne del sito.

Cosa è cambiato davvero nella gestione degli annunci nel 2026

Da quando abbiamo scritto le prime righe di questo articolo, anno 2016, la piattaforma ha continuato a evolversi molto più rapidamente di quanto sia successo nei suoi primi anni di vita. Il salto più importante degli ultimi tempi riguarda l'introduzione di Copilot direttamente dentro la piattaforma di gestione: non è più solo l'assistente conversazionale che gli utenti trovano dentro Windows o Edge, ma un vero e proprio assistente per chi gestisce le campagne pubblicitarie. Copilot in Microsoft Advertising aiuta chi gestisce gli annunci a creare campagne, generare varianti di testo e immagini, individuare le cause di un calo di rendimento e persino a diagnosticare problemi di tracciamento delle conversioni, tutto tramite chat in linguaggio naturale.

Questo significa che oggi la creazione di una campagna richiede meno passaggi manuali rispetto al 2016: si può chiedere direttamente a Copilot di generare titoli, descrizioni e persino animare immagini statiche trasformandole in piccoli video, oppure di confrontare le performance di due periodi diversi e ricevere una spiegazione in linguaggio semplice del perché una campagna sta rendendo meno delle attese.

AI Max per le campagne di ricerca: le query cambiano forma

Una delle novità più rilevanti del 2026 è AI Max per le campagne Search, entrata in pilot aperto a maggio. Non si tratta di un nuovo tipo di campagna, ma di un livello aggiuntivo che si applica alle campagne Search già esistenti: espande la corrispondenza delle parole chiave per intercettare anche le query più lunghe e conversazionali tipiche delle ricerche fatte tramite Copilot Search e Copilot Answers, oltre alle classiche ricerche su Bing. In pratica, se un utente scrive una domanda articolata invece delle solite due o tre parole chiave, AI Max aiuta l'annuncio a comparire comunque, personalizzando gli asset e instradando l'utente verso la pagina di destinazione più pertinente del sito. I primi risultati dei test chiusi hanno mostrato un miglioramento del CTR di circa il 5%, e chi gestisce le campagne mantiene comunque il controllo tramite esclusioni di marchio, esclusioni di termini e vincoli sui messaggi generati automaticamente.

Performance Max: una sola campagna per tutta la rete Microsoft

Accanto alle campagne Search tradizionali, Microsoft Advertising ha ampliato le campagne Performance Max, che uniscono in un'unica struttura la rete di ricerca, la rete audience e le nuove superfici legate a Copilot, con ottimizzazione automatica della creatività. Tra le novità più utili introdotte nel 2026 c'è l'obiettivo di acquisizione di nuovi clienti, che permette di dire esplicitamente alla piattaforma di privilegiare chi non ha ancora acquistato, aumentando le offerte solo per questo segmento o concentrandosi esclusivamente su di esso. Secondo i dati diffusi da Microsoft, le campagne Performance Max che utilizzano questo obiettivo registrano in media un incremento dell'8% delle conversioni incrementali, cioè conversioni che probabilmente non si sarebbero verificate senza quella spinta specifica.

Per chi vende prodotti fisici, si aggiunge anche il Universal Commerce Protocol, un nuovo standard che permette di fornire a Microsoft dati di prodotto aggiornati e strutturati, così che possano essere utilizzati anche nelle esperienze di acquisto guidate dall'AI, incluso il check-out conversazionale dentro Copilot. Chi vende online tramite Shopify, ad esempio, può collegare direttamente il proprio catalogo e vedere i prodotti comparire nelle conversazioni di Copilot senza dover costruire integrazioni personalizzate.

La questione privacy: perché il tracciamento delle conversioni è cambiato

C'è però un aspetto che chi gestisce campagne su Microsoft Advertising non può più ignorare, ed è quello della privacy legata al tracciamento delle conversioni. Tutta la misurazione delle conversioni e la costruzione delle liste di remarketing su questa piattaforma passa attraverso un unico tag, chiamato UET, Universal Event Tracking. È il tag che, installato sul sito, registra le visite alle pagine, i moduli compilati, gli acquisti e in generale ogni azione che si vuole misurare come obiettivo di conversione.

Il punto è che, come è già avvenuto da tempo per i tag di Google, anche l'UET oggi richiede il consenso esplicito dell'utente per poter funzionare regolarmente nei Paesi con normative sulla privacy più rigide. Dal 5 maggio 2025 è diventato obbligatorio implementare il cosiddetto UET Consent Mode per tutti i visitatori che si trovano nello Spazio Economico Europeo, nel Regno Unito e in Svizzera, indipendentemente da dove ha sede l'azienda che gestisce il sito. Da fine ottobre 2025 l'obbligo è stato esteso e reso ancora più stringente, a copertura di un totale di 32 mercati.

In pratica, il tag UET verifica lo stato del consenso dell'utente attraverso un parametro chiamato ad_storage, che può assumere due valori: concesso o negato. Se l'utente acconsente ai cookie pubblicitari, il tag funziona normalmente e invia a Microsoft Advertising tutti i dati di conversione e remarketing. Se l'utente nega il consenso, il tag smette di raccogliere quei dati, oppure raccoglie solo le informazioni minime necessarie per il rilevamento delle frodi. Chi non ha ancora configurato questo meccanismo rischia semplicemente di perdere quei dati: a differenza di quanto avviene con Google, che nella sua modalità avanzata prova a stimare per differenza le conversioni non tracciate per mancanza di consenso, Microsoft Advertising nella sua modalità base non fa alcuna stima, quindi il dato mancante è perso e basta, senza recupero.

Questo significa, in concreto, tre cose per chi gestisce campagne pubblicitarie oggi:

  • Serve un Consent Management Platform configurato correttamente, che invii il segnale di consenso anche al tag UET e non solo a quelli di Google, perché la maggior parte delle piattaforme di gestione dei cookie nasce pensata principalmente per Google e tratta Microsoft come un'aggiunta secondaria.
  • Il tag UET va classificato correttamente come tag pubblicitario e non come tag analitico all'interno del proprio Consent Management Platform, altrimenti rischia di continuare a raccogliere dati anche quando l'utente ha rifiutato specificamente i cookie pubblicitari, con un problema di conformità reale.
  • Senza questa configurazione, i dati di conversione e le liste di remarketing smettono semplicemente di aggiornarsi per gli utenti europei, britannici e svizzeri che visitano il sito, con un impatto diretto sull'ottimizzazione automatica delle offerte, che si basa proprio su questi dati per capire cosa sta funzionando.

Per le aziende che, come noi, gestiscono contemporaneamente campagne su Google Ads e Microsoft Advertising, la parte più delicata è proprio questa: i due sistemi di consenso non sono collegati tra loro, quindi avere il Consent Mode di Google correttamente impostato non significa affatto essere a posto anche con Microsoft. Vanno configurati entrambi, separatamente, sullo stesso sito.

E Instagram? Il quadro completo del pay per click nel 2026

Microsoft Advertising e Google Ads restano i due motori di ricerca su cui investire, ma nel 2026 una strategia di pay per click completa non può ignorare Instagram. A differenza di Bing e Google, che intercettano una domanda già esplicita (l'utente sta cercando qualcosa), Instagram lavora sulla domanda latente: mostra il tuo annuncio a un pubblico in target anche prima che stia attivamente cercando il tuo prodotto o servizio, sfruttando interessi, comportamenti e somiglianza con i tuoi clienti già acquisiti.

Per questo, nella pratica, le campagne più efficaci nel 2026 combinano i due mondi: Microsoft Advertising e Google Ads per intercettare chi sta già cercando, Instagram per costruire consapevolezza e generare nuova domanda. Ci occupiamo anche della gestione di campagne pubblicitarie su Instagram, oltre che di Google, Bing, Facebook e Linkedin.

I numeri di Microsoft Advertising nel 2026

  • Il CPC medio su Bing si attesta intorno a 1,50/1,55 dollari, circa il 30/40% più basso rispetto ai 2,60/3 dollari medi di Google Ads
  • La rete Microsoft (Bing, Yahoo, AOL, MSN) raggiunge oltre 100 milioni di utenti attivi al giorno e oltre 700 milioni di utenti unici mensili
  • Bing detiene circa il 4/5% della quota di ricerca globale, ma sale a quasi il 12% sul desktop, dove la piattaforma è più forte
  • Solo circa il 36% degli inserzionisti USA usa attivamente Microsoft Advertising, contro l'80% che usa Google Ads: un divario che lascia margine a chi decide di presidiare la piattaforma

Spero che questo articolo di aggiornamento sia piaciuto ai lettori. Se interessa ricordo che su richiesta di preventivo, oltre che a gestire campagne Google Ads, ci occupiamo della gestione e del settaggio di campagne Microsoft Advertising (Bing Ads) efficaci.

Bing Ads e Microsoft Advertising sono la stessa cosa? +

Sì. La piattaforma si chiamava Bing Ads ed è stata rinominata Microsoft Advertising nel 2019. Il nome storico resta comunque il più usato nelle ricerche degli utenti.

Quanto costa in media un click su Microsoft Advertising rispetto a Google Ads? +

In media il CPC su Bing è circa il 30/40% più basso rispetto a Google Ads, anche se il divario varia molto in base al settore.

A chi conviene davvero investire su Microsoft Advertising? +

Alle aziende che vogliono raggiungere un pubblico più maturo, con maggiore capacità di spesa, spesso in ambito B2B o per prodotti premium, e che vogliono sfruttare una concorrenza pubblicitaria ancora più bassa rispetto a Google.

Cosa sono le estensioni callout e revisione? +

Le estensioni callout permettono di evidenziare caratteristiche o offerte sotto l'annuncio, mentre le estensioni revisione mostrano recensioni positive provenienti da fonti terze verificate da Bing. Entrambe aumentano il CTR perché ancora poco utilizzate dagli inserzionisti.

Conviene usare Microsoft Advertising insieme a Google Ads o al posto di Google Ads? +

Insieme. I volumi di ricerca restano molto più bassi rispetto a Google, quindi Microsoft Advertising funziona meglio come canale complementare per catturare traffico incrementale a un costo più basso, non come sostituto.

Perché aggiungere Instagram a una strategia basata su Google e Bing? +

Perché lavora su un tipo di domanda diverso. Google e Microsoft Advertising intercettano chi sta già cercando attivamente, Instagram genera nuova domanda mostrando l'annuncio a un pubblico in target anche prima che inizi a cercare, sulla base di interessi e comportamenti.

Cosa fa Copilot dentro Microsoft Advertising? +

Aiuta a creare campagne, generare testi e immagini per gli annunci, diagnosticare cali di rendimento e problemi di tracciamento delle conversioni, tutto tramite chat in linguaggio naturale direttamente nella piattaforma.

Cosa succede se non configuro il consenso per il tag UET? +

Per gli utenti in UE, Regno Unito e Svizzera che non danno il consenso, Microsoft Advertising smette di tracciare le conversioni e di popolare le liste di remarketing. A differenza di Google, non stima il dato mancante: quel dato è perso definitivamente, con un impatto diretto sull'ottimizzazione automatica delle offerte.

Cos'è l'obiettivo di acquisizione nuovi clienti nelle campagne Performance Max? +

È un'impostazione che permette di dire alla piattaforma di privilegiare chi non ha ancora acquistato, aumentando le offerte solo per i nuovi clienti o concentrandosi esclusivamente su di essi. Le campagne che lo utilizzano registrano in media un incremento dell'8% delle conversioni incrementali.

Informazioni sull'autore.
Roger P.
Author: Roger P.
Seo/Geo & Webmarketing Expert
Chi sono?
Roger Pagini – Imprenditore digitale e consulente di web marketing. Co-fondatore dell'agenzia e autore Autore di TikTok Domination (distribuzione Mondadori/Feltrinelli) e Crescita Rapida sul Social Network, premio Amazon 2022 come miglior libro nella categoria Internet. Specializzato in strategie di crescita sui social media, vanta un'esperienza consolidata in Local SEO, branding e content marketing. Da anni guida professionisti e aziende nel posizionamento strategico online, supportando lo sviluppo di brand e la scalabilità dei business digitali attraverso canali emergenti e canali tradizionali.
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