Inserimento in Directory, servono ancora?
L'inserimento in directory serve ancora nel 2026?
- Sì, ma solo le directory di qualità e pertinenti al proprio settore, non l'inserimento massivo
- Dopo l'aggiornamento anti-spam di Google di marzo 2026 i pattern di link manipolativi vengono penalizzati più duramente
- Le directory autorevoli (tipo G2, Crunchbase, i portali di settore) sono oggi anche fonti che i motori generativi consultano per le citazioni AI
- Restano un investimento a basso costo se inserite in una strategia più ampia, non come unica leva di posizionamento
- Le directory funzionano ancora, ma non tutte allo stesso modo
- Il traffico diretto dalle directory: un vecchio esempio ancora valido
- Directory e GEO: perché contano anche per farsi citare dall'AI
- Cosa fare in pratica nel 2026
Sono anni che ci occupiamo di SEO e social media marketing, e periodicamente, in corrispondenza degli aggiornamenti sui motori di ricerca, ci viene posta sempre la stessa domanda: Ma le directory servono ancora?
La risposta, per chi non avesse voglia di leggere tutto l'articolo, è sì, ma con delle condizioni precise che nel 2026 non si possono più ignorare.

Un tempo, a inizio anno, era consuetudine seguire gli aggiornamenti che Matt Cutts, per anni a capo del team webspam e antispam di Google, rilasciava sul suo blog riguardo alle novità in ambito motori di ricerca. Va detto per correttezza che Cutts ha lasciato Google alla fine del 2016 per entrare nel U.S. Digital Service del governo americano, ruolo che ha ricoperto fino al 2021, e da allora non si occupa più di SEO: oggi le comunicazioni ufficiali di Google sugli aggiornamenti dell'algoritmo arrivano tramite Google Search Central, i suoi canali social e i portavoce ufficiali della Ricerca. Il principio di fondo che Cutts spiegava, però, resta un buon punto di partenza per rispondere alla domanda sulle directory.
Le directory funzionano ancora, ma non tutte allo stesso modo
Con un buon inserimento nelle directory potremmo riuscire al meglio ad avere successo nell'ambito del web-marketing e del posizionamento, infatti servono ad aumentare il ranking del sito web ma soprattutto possono essere un investimento valido nel lungo periodo, a patto di scegliere directory di qualità.
Il punto, aggiornato al 2026, è che la vecchia logica del "più directory metto, meglio è" non funziona più da tempo, e in alcuni casi può essere addirittura controproducente. Già a partire dall'aggiornamento Penguin di Google, i profili di link costruiti tramite invio massivo a directory generiche e di bassa qualità sono stati identificati come uno dei pattern di link manipolativi più riconoscibili, e continuano a essere monitorati: l'aggiornamento anti-spam rilasciato da Google a marzo 2026 ha ulteriormente rafforzato i controlli automatici su questo tipo di schemi, colpendo in particolare i siti che si affidavano quasi esclusivamente a link di bassa qualità per scalare posizioni. In pratica servono ma cixate a citazioni e link di alta qualita come ad esempio link di quotidiani o blog di settore.
Le directory che invece continuano a portare valore reale nel 2026 sono quelle:
- Verticali sul proprio settore, non generaliste: una directory di studi legali, di attività locali o di un comparto specifico ha un peso molto maggiore di un elenco generico da migliaia di categorie
- Con moderazione editoriale, cioè che verificano manualmente le schede prima della pubblicazione, invece di accettare automaticamente qualsiasi invio
- Con un pubblico reale che le consulta, e non solo un contenitore di link pensato per gli spider dei motori di ricerca
In pratica, il principio che vale oggi è la qualità al posto della quantità: poche directory autorevoli e pertinenti valgono più di centinaia di segnalazioni generiche, che rischiano di costruire un profilo di link innaturale agli occhi di Google.
Il traffico diretto dalle directory: un vecchio esempio ancora valido
Consideriamo ad esempio che un inserimento in 50 directory di qualità riesca a portare 10 visite al mese a directory verso il sito web linkato: si tratta solo di una visita ogni 3 giorni per ciascuna directory. Avremo già alla fine del primo anno accumulato un numero di visite pari a circa 6.000, e il sito web ne beneficerà anche nel posizionamento complessivo, se il resto del sito è tecnicamente in ordine.
Supponendo che il costo medio per una segnalazione manuale e curata in directory selezionate sia, nel nostro servizio dedicato, inferiore a 1 euro per directory, con appena 49.99 euro si possono attivare 50 inserimenti mirati e ricevere nel tempo migliaia di visite annuali stabili. Si tratta di un investimento che, se ben indirizzato verso directory pertinenti, si ripaga rapidamente e continua a generare visite pertinenti nel tempo.
Il sistema, però, non può essere usato come unica forma di promozione per un sito web: come spiegato sopra, si tratta di un tassello stabile nel tempo che, a costi contenuti, contribuisce a un profilo di link più naturale e diversificato, non del sostituto di una strategia SEO completa.
Directory e GEO: perché contano anche per farsi citare dall'AI
C'è un motivo in più, del tutto nuovo rispetto a quando abbiamo scritto le prime versioni di questo articolo, per cui le directory autorevoli meritano ancora attenzione nel 2026: gli stessi motori generativi come ChatGPT, Perplexity e Gemini, quando devono rispondere a una domanda su un'azienda o un settore, spesso attingono anche da directory e portali verticali di alta autorità, non solo dai risultati organici classici. Una scheda coerente, aggiornata e presente su directory rilevanti per il proprio settore aiuta quindi a costruire quella coerenza di brand che i sistemi di Retrieval-Augmented Generation cercano quando devono decidere se citare un'azienda come fonte affidabile.
È lo stesso principio alla base della GEO (Generative Engine Optimization), di cui ci occupiamo anche con il nostro servizio dedicato di Citazioni per le AI: costruire una presenza editoriale coerente su più fonti autorevoli, directory comprese, aumenta la probabilità che il tuo brand venga riconosciuto e citato anche dalle intelligenze artificiali, non solo trovato su Google. Se vuoi approfondire l'argomento nel dettaglio, abbiamo raccolto l'intero approccio nel nostro contenuto pilastro sulla GEO: Come ottimizzare i contenuti per essere citati dall'AI.
Cosa fare in pratica nel 2026
Se vuoi ancora sfruttare l'inserimento in directory come parte della tua strategia, ecco l'approccio che consigliamo oggi:
- Seleziona directory pertinenti al tuo settore o alla tua area geografica, evitando elenchi generici e non moderati
- Mantieni coerenti nome, descrizione e dati di contatto su tutte le schede, così come fai per le citazioni locali su Google Business Profile
- Considera l'inserimento in directory come un tassello di un piano più ampio, che include link building editoriale, contenuti di qualità e ottimizzazione GEO
- Evita servizi che promettono centinaia o migliaia di segnalazioni automatiche a costo bassissimo: è proprio il pattern che gli aggiornamenti anti-spam più recenti individuano con maggiore facilità
L'inserimento massivo in centinaia di directory è rischioso nel 2026? +
Sì. Gli aggiornamenti anti-spam più recenti di Google, incluso quello di marzo 2026, sono sempre più efficaci nell'individuare pattern di link manipolativi costruiti tramite invii massivi a directory generiche e di bassa qualità.
Quali directory conviene ancora scegliere? +
Quelle verticali sul tuo settore o sulla tua zona geografica, moderate editorialmente e con un pubblico reale che le consulta, non i grandi elenchi generici che accettano qualsiasi invio automaticamente.
Le directory hanno un ruolo anche per farsi citare dalle AI? +
Sì. I motori generativi consultano spesso directory e portali verticali di alta autorità per verificare e citare le informazioni su un'azienda, quindi una presenza coerente su queste fonti rientra a pieno titolo in una strategia GEO.
Chi comunica oggi gli aggiornamenti dell'algoritmo di Google, se non più Matt Cutts? +
Matt Cutts ha lasciato Google alla fine del 2016. Oggi gli aggiornamenti ufficiali arrivano tramite Google Search Central, il suo blog, i canali social e i portavoce ufficiali della Ricerca.
Le directory da sole bastano per posizionare un sito? +
No. Vanno sempre inserite in una strategia più ampia che include link building editoriale, contenuti di qualità, SEO tecnica e ottimizzazione GEO, non usate come unica leva di posizionamento.
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