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Google Bard: cos’è, come funziona, quando sarà disponibile e campi di applicazione

Il 6 febbraio, Sundar Pichai, CEO di Google ha anticipato la discesa in campo di Bard, chatbot di AI, progettata per contrastare Chat GPT3 di OpenAi e Microsoft. Lo ha annunciato con un post sul blog ufficiale di Google e l’8 febbraio si è tenuta la presentazione, con un imprevisto che è costato molto caro all’azienda. Per ora, è già stato spiegato che Bard è in via sperimentale ed è disponibile solo per test fidati, che avranno il compito di provarlo e contribuire al suo perfezionamento prima del rilascio pubblico. Verrà comunque dato supporto agli sviluppatori con delle API, proprio come ha fatto OpenAi con il suo ChatGPT.

SOMMARIO

  1. Cos'è Google Bard           
  2. Come funziona Google Bard
  3. L'errore che è costato 100 miliardi di dollari a Google
  4. Quando sarà disponibile Bard?
  5. Campi di applicazione di Bard
  6. Google Bard e l'integrazione col motore di ricerca

Cos'è Google Bard           

Bard è il rivoluzionario e innovativo servizio di intelligenza artificiale conversazionale presentato da Google , alimentato da LaMDA, il modello linguistico di ultima generazione di Google. Il suo scopo è quello di unire la conoscenza del mondo con la creatività dei modelli linguistici più avanzati. Bard si basa sulle informazioni disponibili sul web per offrire risposte precise e recenti, aiutando le persone a trovare le soluzioni ai propri bisogni. È stato utilizzato un modello leggero di LaMDA che richiede poca potenza di calcolo, per permettere a Google di rendere scalabile il servizio e proporlo a più utenti, dai quali ottenere dei feedback. Quest’ultimi saranno poi combinati con quelli dei test interni, con l’obiettivo di garantire sempre risposte di altissima qualità e affidabilità.

Queste le parole di Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet Inc, a cui fa capo Google:

«Combineremo il feedback esterno con i nostri test interni per assicurarci che le risposte di Bard soddisfino un livello elevato di qualità, sicurezza e fondatezza nelle informazioni del mondo reale. Oltre ai nostri prodotti, riteniamo che sia importante rendere facile, sicuro e scalabile per gli altri beneficiare di questi progressi basandosi sui nostri migliori modelli».

Bard AI e ChatGPT, il suo diretto concorrente, sono modelli di intelligenza artificiale conversazionale che sembrano simili, ma che hanno alcune importanti differenze. Mentre Bard, come detto, basa il suo funzionamento sul modello linguistico LaMDA, ChatGPT è un modello sviluppato da OpenAI che fa affidamento al modello transformer GPT-3. L'obiettivo di entrambi i modelli è di migliorare l'esperienza degli utenti nella ricerca e nella comunicazione, nonostante utilizzino approcci differenti. Come anticipato, il modello leggero di LaMDA, utilizzato per il lancio di Bard, richiede una potenza di calcolo inferiore, il che permette a Google di offrire il servizio a più utenti e di ricevere feedback. Tali feedback esterni verranno combinati con i test interni che l’azienda sta portando avanti, con lo scopo di migliorare le capacità conversazionali del chatbot. L’obiettivo finale è oramai chiaro: l’integrazione di Bard nel motore di ricerca di Google e nell'Assistente Google.  Tuttavia, al momento Bard è ancora in fase sperimentale e la lingua inglese è l'unica supportata. Era da oltre due anni che Google investiva risorse nella creazione del suo modello linguistico-conversazionale con la finalità di sviluppare servizi di intelligenza artificiale applicati alla comunicazione. L'annuncio del nuovo chatbot Bard, basato proprio su questa tecnologia, sembra suggerire che il prodotto sia ormai pronto per il rilascio al pubblico, dopo anni di lavoro e studi. Google, dunque, sembra aver raggiunto un altro traguardo importante nella creazione di un chatbot altamente sofisticato e performante: uno strumento capace di garantire conversazioni naturali e fluide con gli utenti.

Come funziona Google Bard

La storia di Google ci mostra come l'azienda abbia costantemente cercato di migliorare i suoi algoritmi basati sull'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di comprendere meglio il significato delle ricerche avanzate dagli utenti. Uno dei modelli più avanzati utilizzati da Google è BERT, che ha permesso di realizzare modelli di elaborazione del linguaggio naturale sempre più sofisticati. Tuttavia, nel 2020, Google ha lanciato un modello ancora più avanzato, chiamato MUM (Multitask Unified Model). Tale modello è ben 1000 volte più potente di BERT. MUM è in grado di comprendere informazioni in molteplici lingue e di individuare i momenti chiave nei video, fornire informazioni critiche e rispondere a domande complesse degli utenti che richiedono una conoscenza a più livelli. Inoltre, MUM supporta anche la ricerca multipla con l'abbinamento simultaneo di testo e immagini. Attualmente Bard, invece, è un chatbot sperimentale che sfrutta un modello di linguaggio per applicazioni di dialogo. Bard risponde a domande e partecipa a conversazioni. In futuro, è possibile che Bard venga integrato nel motore di ricerca di Google e potrebbe avere una maggiore interazione con Google Assistant.

Tuttavia, Pichai ha anche sottolineato che Bard ha ancora alcuni limiti, ad esempio non può fornire risposte dettagliate su argomenti molto tecnici o specialistici. D’altronde, per quanto la tecnologia delle intelligenze artificiali stia crescendo in maniera esponenziale, non è ancora esente da errori. Il medesimo discorso è valido anche per il diretto concorrente ChatGPT di OpenAi. In generale, Bard sembra essere pensato come uno strumento per stimolare la creatività e la curiosità, piuttosto che per fornire risposte approfondite a domande specifiche. È quindi davvero un concorrente di ChatGPT? Una risposta interessante arriva dall’approfondimento di Giorgio Tave, che vi invitiamo a leggere. Con questi presupposti, è probabile che Google stia lavorando per supportare altre lingue oltre l'inglese in Bard. Tuttavia, l'aggiunta di nuove lingue richiede molto tempo e uno sforzo davvero considerevole per addestrare il modello di intelligenza artificiale su un nuovo set di dati linguistici. Al momento, però, si tratta solamente di supposizioni perché non ci sono notizie ufficiali riguardo l'implementazione di nuove lingue in Bard.

L'errore che è costato 100 miliardi di dollari a Google

Google e OpenAI sono aziende leader nell'ambito dell'intelligenza artificiale e hanno sviluppato modelli di generazione di testo per migliorare l'esperienza degli utenti nella ricerca e nella comunicazione. Tuttavia, entrambi i modelli possono essere inclini a produrre falsità e linguaggio sgradevole, poiché prendono le informazioni da Internet, che può contenere contenuti non affidabili. Per risolvere questa problematica, entrambe le aziende stanno lavorando per limitare le informazioni fornite e fornire una ricerca sul web più sicura e affidabile. Nel frattempo, però, Bard ha suscitato scalpore nonostante non sia ancora stato rilasciato al pubblico. Abbiamo detto che quella delle intelligenze artificiali è una tecnologia che cresce di giorno in giorno, ma non ancora esente da errori. E Google Bard non esula da questo discorso. In particolare, il video promozionale del servizio mostra l'interfaccia e un esempio di utilizzo, ma una delle risposte fornite da Bard ad una domanda sulla scoperta di pianeti al di fuori del sistema solare si è rivelata errata. Bard, infatti, ha affermato che il James Webb Space Telescope (JWST) abbia scattato la prima fotografia di un pianeta al di fuori del sistema solare.

Questa, però, non è altro che un’affermazione errata, dal momento che la prima fotografia di un esopianeta è stata scattata ben 18 anni prima del lancio del JWST, nel 2004, dal telescopio VLT dell'Osservatorio ESO a Paranal. Inutile sottolineare come questo errore, costato all’azienda una perdita del valore delle azioni di più del 7% (circa 100 miliardi di dollari), abbia suscitato non poche preoccupazioni tra gli esperti del settore. Il motivo è molto semplice: questo errore sembra suggerire che Bard non sia ancora perfettamente calibrato. In altre parole, il chatbot potrebbe fornire informazioni errate anche in altri contesti. Tuttavia, è necessario comunque sottolineare che il chatbot è ancora in fase sperimentale e che Google ha dichiarato di voler rilasciare il servizio solo dopo averlo accuratamente testato e migliorato. In ogni caso, il caso della risposta errata di Bard mostra quanto sia importante sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale sempre più sofisticati e precisi, in grado di fornire risposte affidabili e pertinenti alle domande degli utenti.

Quando sarà disponibile Bard?

Nonostante il CEO di Google Sundar Pichai abbia dichiarato che Bard sarà disponibile al pubblico "nelle prossime settimane", non è stato fornito un termine preciso per il rilascio ufficiale del servizio. Inoltre, in una recente intervista, il senior vice presidente di Google Prabhakar Raghavan ha suggerito che potrebbe volerci più tempo rispetto alle "prossime settimane" indicate da Pichai per il rilascio di una versione beta pubblica di Bard. Il motivo di tanta prudenza è facilmente immaginabile, e consiste nella volontà di non ripetere errori come quello che è costato a Google ben 100 miliardi di dollari. Con ogni probabilità, quindi, l’azienda sta lavorando intensamente per perfezionare il servizio e renderlo disponibile al pubblico il prima possibile.

Campi di applicazione di Bard

In un annuncio ufficiale, Sundar Pichai ha sottolineato l'importanza di rendere accessibili i progressi fatti nell'intelligenza artificiale, non solo attraverso i prodotti Google, ma anche attraverso la creazione di strumenti e Api che semplificheranno la creazione di applicazioni innovative. Pichai ha dichiarato che a partire dal mese prossimo, sviluppatori, creatori di contenuti e aziende potranno provare la nuova interfaccia di linguaggio generativo (Generative Language Api), basata su LaMda e su altri modelli a seguire. Inoltre, Google intende lavorare con le startup per aumentare l'impatto di queste attività attraverso le partnership di Google Cloud con Cohere, C3.ai e Anthropic, che sono state annunciate di recente. L'impegno di Google per lo sviluppo responsabile dell'AI è confermato dal CEO Sundar Pichai, il quale afferma che l'azienda continuerà ad essere audace nell'innovazione e responsabile nel suo approccio. Nel 2018, Google ha pubblicato i suoi principi sull'A. Ad oggi l’azienda continua a fornire formazione e risorse ai suoi ricercatori, collaborare con governi e organizzazioni esterne per sviluppare standard e best practice, e collaborare con le comunità e gli esperti per rendere l'AI utile e sicura. Pichai afferma che l'obiettivo di Google è quello di creare strumenti e API che saranno in grado di semplificare notevolmente la creazione di applicazioni innovative grazie all'AI, ma sottolinea che è fondamentale sviluppare queste esperienze in modo audace e responsabile.

Per comprendere meglio, basti pensare che OpenAI mette già a disposizione API per realizzare soluzioni basate sulla loro intelligenza artificiale. Ad esempio, oggi con la potenza dei modelli dell'AI come Chat GPT, è possibile fornire un'assistenza clienti efficiente e personalizzata sui siti web. Grazie all'accesso alle API e ai plugin dedicati per popolari CMS come WordPress, Joomla e altri, è diventato più semplice e accessibile integrare Chat GPT direttamente sul sito web. Configurando correttamente queste soluzioni, è possibile offrire ai visitatori un assistente virtuale che risponde alle loro domande, fornisce informazioni dettagliate e li guida nel processo di acquisto o nella risoluzione dei problemi. Questo tipo di assistenza automatizzata consente di migliorare l'esperienza del cliente, riducendo i tempi di attesa e fornendo risposte precise e coerenti.

Google Bard e l'integrazione col motore di ricerca

Google non ha ancora annunciato se Bard verrà integrato nella funzione di ricerca, ma l'azienda ha dichiarato di voler migliorare le ricerche tradizionali. Da questo si evince come con ogni probabilità, il traguardo di Bard sia proprio quello di integrarsi attivamente con altri servizi di Google, con lo scopo di fornire risposte sintetizzando le opinioni su domande che non hanno una risposta universale o oggettiva. Bard, il chatbot di Google basato su LaMDA, si pone quindi l’obiettivo di soddisfare le esigenze di coloro che cercano risposte più dettagliate e approfondite alle loro domande, quindi non solamente informazioni brevi e concise. Infatti, molte persone si rivolgono a Google e ad altre piattaforme di ricerca per trovare consigli, opinioni e diverse prospettive su un determinato argomento. Tuttavia, capire esattamente quali informazioni stiano cercando non è sempre facile. È proprio questa problematica che Bard punta a risolvere, fornendo risposte più contestualizzate e personalizzate alle domande degli utenti, basandosi sulle conoscenze acquisite grazie al machine learning e all'elaborazione del linguaggio naturale. In questo modo, gli utenti possono confrontare una varietà di opinioni e prospettive su un determinato argomento, e avere risposte più utili e approfondite. Bard utilizza le informazioni presenti sul web per fornire risposte di alta qualità e aggiornate.

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